Psicoterapia disturbo da stress Eur Roma

Psicologo Psicoterapeuta per disturbo post traumatico da stress

Negli ultimi anni la presenza del disturbo post-traumatico da stress (PTSD) nella popolazione è stata riscontrata in misura molto maggiore di quanto non lo fosse in passato e rientra nella sezione dei disturbi d’ansia.

Il PTSD fa riferimento alla sofferenza e al dolore  che un soggetto prova in seguito ad un evento traumatico, catastrofico o violento. Tali eventi possono riguardare sia adulti che adolescenti, ad esempio incidenti, lutti improvvisi, episodi di violenza, bullismo o situazioni familiari traumatiche. Indipendentemente dall’evento che provoca l’insorgenza di tale disturbo, c’è un disagio clinicamente significativo o una compromissione delle interazioni sociali, dei rapporti lavorativi (o scolastiche nel caso di adolescenti) o altre importanti aree di funzionamento di una persona.

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Criteri diagnostici

A. La persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le caratteristiche seguenti:

  • la persona ha vissuto, ha assistito o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia dell’integrità fisica propria o di altri.
  • La risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore. Nei bambini questo può essere espresso con comportamento disorganizzato o agitato.

B. L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno (o più) dei seguenti modi:

  • ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell’evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni. Nei bambini piccoli si possono manifestare giochi ripetitivi in cui vengono espressi temi o aspetti riguardanti il trauma.
  • sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento. Nei bambini possono essere presenti sogni spaventosi senza un contenuto riconoscibile.
  • agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l’esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli ch si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione. Nei bambini possono manifestarsi rappresentazioni ripetitive specifiche del trauma.
  • disagio psicologico intenso all’esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico.
  • reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico.

C. Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale (non presenti prima del trauma),

  • Sforzi per evitare pensieri, sensazioni, o conversazioni associate con il trauma
  • Sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma
  • Incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma
  • Riduzione marcata dell’interesse o della partecipazione ad attività significative
  • Sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri
  • Affettività ridotta (per es. incapacità di provare sentimenti di amore)
  • Sentimenti di diminuzione delle prospettive future (per es. aspettarsi di non poter avere una carriera, un matrimonio o dei figli o una normale durata della vita)

D. Sintomi persistenti di un aumentato arousal (non presenti prima del trauma), come indicato da almeno due dei seguenti elementi:

  • Difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno
  • Irritabilità o scoppi di collera
  • Difficoltà a concentrarsi
  • Ipervigilanza
  • Esagerata risposta di allarme

E.    La durata del disturbo è superiore a 1 mese

F.    Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo (o scolastico e relazionale negli adolescenti) o di altre aree importanti.

Fattori predittivi e di mantenimento

Diversi studi hanno focalizzato l’attenzione sulla gravità del trauma, sulle variabili psicologici e sociali precedenti il trauma e sulla risposta emotiva durante il trauma. Un fattore molto importante relativo alla gravità del trauma consiste nella persistenza di problemi di natura medica, la persistenza del DPTS  è correlata con la presenza di continui disturbi fisici.

Per quanto concerne i possibili fattori psicologici di mantenimento del DPTS, vari studi dimostrano che il modo in cui vengono interpretati i ricordi intrusivi degli eventi traumatici è fondamentale; alcuni soggetti ritengono normale la presenza di ricordi intrusivi dopo un trauma per poter arrivare alla soluzione del problema, mentre, altri soggetti lo interpreta negativamente.

Trattamento

La terapia cognitivo-comportamentale risulta essere la più efficace per il trattamento di questo disturbo.

La terapia cognitiva (identificazione e valutazione dei pensieri negativi automatici, problem solving, ristrutturazione cognitiva, tecniche di gestione dell’ansia) va ad agire sul pensiero negativo con l’obiettivo di sostituire i pensieri disfunzionali con quelli più funzionali e pone l’attenzione sulle aspettative, sull’interpretazione e sui significati dell’esperienza negativa.

La terapia comportamentale (esposizione in immaginazione e in vivo) va ad agire sui sintomi da DPTS quali l’evitamento e i sintomi depressivi, in questo modo il soggetto impara a rapportarsi all’evento in modo differente. I pazienti con DPTS sono terrorizzati dal pensiero delle proprie esperienze traumatiche, attraverso l’esposizione immaginativa permette il confronto del paziente con i ricordi negativi.

Nel lavoro con gli adolescenti il percorso terapeutico viene adattato all’età, alle risorse personali e al contesto familiare.

La Dott.ssa Psicologo e Psicoterapeuta Lenoci, esperta nel campo della psicoterapia del disturbo post traumatico da stress vi invita a fissare un incontro presso il suo studio all’Eur a Roma.

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