Depressione in età adulta

La depressione costituisce una delle esperienze più devastanti che un soggetto può provare; il senso di sofferenza e inutilità invade l’individuo rendendolo incapace di trovare una possibile sensazione. La propria vita appare un fallimento e le forza fisiche e mentali tendono a diminuire giorno dopo giorno lasciando il posto solo ad una “forza” che ti porta a rimanere sul divano o nel letto per la maggior parte della giornata.

La depressione nell’ambito del DSM-IV, è inclusa nei Disturbi dell’Umore; in questo raggruppamento nosologico vengono distinti i Disturbi dell’Umore Monopolari, nei quali si verifica solo un abbassamento dell’umore, con una depressione clinica che può essere inquadrata in un Disturbo Depressivo Maggiore e i Disturbi dell’Umore Bipolari caratterizzati da fluttuazioni dell’umore sia nel senso dell’abbassamento che dell’innalzamento.

L’umore del paziente appare depresso per la maggior parte della giornata, è presente una diminuzione di interesse e di piacere per qualsiasi tipo di attività; il soggetto avverte costantemente un senso di stanchezza che lo porta ad abbandonarsi a sé e a rimanere chiuso in casa per la maggior parte del tempo. La persona depressa può anche soffrire di un aumento o di una diminuzione dell’appettito, può presentare disturbi del sonno molto significativi, può accadere che abbia grandi difficoltà ad addormentarsi o che durante la notte si svegli senza riuscire più a dormire.

Il sintomo soggettivo predominante nel disturbo depressivo è la sensazione di inutilità e negatività, il soggetto si sente costantemente in colpa per tutto ciò che accade , spesso sono presenti pensieri suicidari.

Attualmente non esiste una letteratura che possa spiegare le cause del disturbo, in generale possiamo dire che le cause sono molteplici e diverse da individuo a individuo. Le ricerche dimostrano che esistono due cause principali: il fattore biologico, per cui alcuni soggetti sono più predisposti verso questo disturbo; e il fattore psicologico , per cui le nostre esperienze possono essere determinanti.

Criteri diagnostici

A.    Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di due settimane. Non includere sintomi chiaramente dovuti ad una condizione medica generale o deliri o allucinazioni.
1)    Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto (per es. si sente triste o vuoto) o come osservato dagli altri (per es. appare lamentoso).
2)    Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno (come riportato dal soggetto o come descritto dagli altri .
3)    Significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso.
4)    Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno
5)    Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno
6)    Faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno
7)    Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati quasi ogni giorno
8)    Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi o indecisione quasi ogni giorno
9)    Pensieri ricorrenti di morte , ricorrente ideazione suicidaria, tentativi di suicidio, o ideazione di un piano specifico per commettere un suicidio.

B.    I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

C. I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o di una condizione medica generale.

D. I sintomi non sono meglio giustificati da lutto, cioè, dopo la perdita di una persona amata, i sintomi persistono per più di 2 mesi o sono caratterizzati da una compromissione funzionale marcata, autosvalutazione patologica, ideazione suicidaria.

Trattamento

La psicoterapia cognitivo-comportamentale ha mostrato la sua efficacia nel trattamento della depressione; partendo dagli eventi perturbanti e dalle modalità di scompenso è possibile operare una riformulazione del problema, facendo chiarezza sulle emozioni del soggetto e imparando a vedere il problema da un altro punto di vista, cercando di fornire alle esperienze disadattive e disfunzionali una nuova chiave di lettura.

Il soggetto viene aiutato a prendere consapevolezza di quei pensieri negativi e disfunzionali che mantengono, rendendola ancora più grave, la malattia.

La terapia cognitivo-comportamentale focalizza l’attenzione sulle emozioni, sui pensieri, per poi arrivare al comportamento.

Depressione in età adulta

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Psicoterapeuta Maria Teresa Lenoci

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