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Psicologa e psicoterapeuta Eur - Lenoci

Mi sono laureata nel 2005 presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, con indirizzo Psicologia Clinica e di Comunità. La pratica clinica è iniziata con un tirocinio pratico presso il reparto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico “A. Gemelli” di Roma, con la supervisione della Dott.ssa Maria Giulia Torrioli ho avuto la possibilità di lavorare con bambini affetti da diversi disturbi tipici dell’età evolutiva.

A Febbraio 2007 supero l’esame per il diploma di abilitazione alla professione di Psicologo e a Febbraio 2007 sono iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio  Albo A con il numero identificativo 14611. Nel 2007, per ampliare le mie conoscenze e soprattutto per apprendere nuove tecniche per svolgere al meglio il mio lavoro, mi sono iscritta alla Scuola quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia specialistica per lo Sviluppo e l’Adolescenza, con un approccio cognitivo-comportamentale presso l’Università “LUMSA” di Roma..

Nei due anni successivi presso l’Unità Operativa di Diagnosi e Cura Az. Usl di Roma in affiancamento al Dott. Giansiro Borri, ho avuto la possibilità di lavorare con persone in fase critica affetti da vari disturbi effettuando: diagnosi, consulenze, colloqui psicologici individuali e di coppia. Negli stessi anni ho svolto la mia attività clinica presso case famiglie che ospitavano donne psichiatriche con l’obiettivo di un reinserimento sociale, laddove sarebbe stato possibile.

Nel 2011, con il massimo dei voti, mi sono abilitata alla professione di Psicoterapeuta con una tesi. Dal 2011 svolgo l’attività di libera professione come Psicologa – Psicoterapeuta, ricevendo i miei pazienti sia a Martina Franca (TA) che a Roma.

Nel 2012 conseguo un master presso l’Università di Foggia sui DSA (Disturbi specifici di apprendimento).

Sono socia di AIIDA (Associazione Italiana per la prevenzione dei disturbi di Apprendimento in età evolutiva).

Ad oggi esercito la mia professione di psicologa e psicoterapeuta in zona Eur.

Le mie attività

Psicologa – Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

“L’uomo non soffre per le cose in sé, ma per le opinioni che ha di quelle cose.” (Epitteto)

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Terapia cognitivo comportamentale

“ Le persone sono disturbate non dalle cose, ma dall’interpretazione che essi ne danno” . Epitteto

Ed è proprio da questo assunto che partiamo: il malessere non deriva mai dalle cose in sé ma dall’interpretazione che ne diamo; la terapia cognitivo-comportamentale si basa sulla convinzione che modificando il pensiero è possibile mettere in atto un comportamento funzionale, di conseguenza il modo di rapportarsi agli eventi cambia.

La psicoterapia cognitivo comportamentale (TCC) è nata e si è sviluppata a partire dagli anni ’60 grazie al contributo di Aaron Beck, il quale ha individuato l’importanza di combinare la terapia cognitiva e la terapia comportamentale.

Tendenzialmente il malessere nasce nel momento in cui ci sentiamo inadeguati a gestire un problema o un particolare periodo della nostra vita, ma il problema è davvero così insormontabile? oppure è il nostro modo di rapportarci al problema/evento che ci fa stare così male? E’ proprio questo l’assunto: è il modo in cui interpretiamo un evento che genera una determinata emozione e di conseguenza produce un determinato comportamento.

Terapeuta e paziente cooperano, nel qui ed ora della situazione al fine di individuare i pensieri disfunzionali, solitamente si tratta di pensieri rigidi basati su categorie mentali nette, sono quei pensieri che non lasciano spazio a nessun tipo di sfumatura. Terapeuta e paziente elaborano i pensieri disfunzionali sostituendoli con quelli funzionali; ma cosa sono i pensieri funzionali? sono quei pensieri flessibili, “morbidi”, adattabili. Nel momento in cui cambia la nostra modalità di rapportarci all’evento, di conseguenza mettiamo in atto un comportamento differente.

La TCC non elimina la sofferenza, ahimè sarebbe troppo bello ma poco realistico, ma il terapeuta attraverso gli homework, i famosi “compiti a casa”, dà al paziente gli strumenti per potersi rapportare a un problema. La collaborazione e l’empatia sono le basi affinché una terapia possa andare a buon fine; il paziente si “affida” al terapeuta che lo guiderà in un processo di crescita che sicuramente sarà duro ma che risulterà funzionale in futuro.

Al servizio del paziente

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